Sono nata a Valeggio. Mantova vicina mi suggeriva nomi pre-inseriti. Vada che comunque avevo sei anni quando la mamma incidentò uno. Lei peria. La  mamma comunque non arrivava mai giusta agli appuntamenti, al corso di karate manco morire che potessi esserci, giusta.

Ma brillavo di sole. La mamma alcolista me le lasciava le tracce per una possibile guida, che vada incontro ai sorrisi come dice. Conte?

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4 risposte a

  1. irazoqui scrive:

    ci sono assonanze con sergio fedele, l’autore di contàr. lo conosci? belle assonanze, una radice comune, credo.

  2. dirtyinbirdland scrive:

    questa è la lettera più struggente che ricordi. ma una lettera lettera. un po’ come fra Griffin e Sabine. Ma scambiando i colori. Hai visto la ragazza del ponte, di Leconte, Silvia?

  3. dirtyinbirdland scrive:

    e poi (ma questo è un messaggio privatissimo) Iraz è qualcosa, quando prende la distanza emotiva. COsì vicino, così lontano. Dovrei scriverlo in privato, ma lo scrivo qui, perché c’è una strana, non detta, tavola senza una gamba e i nostri tre bicchieri sopra. In un certo modo. Una distanza schermita.

  4. molesini scrive:

    Mi manca Fedele e Leconte era in attesa. Ma rileggendo (è stata una prosetta d’impeto sulla scia di “sono nato” “sono morto” che volevo riprendere, come ho ripreso Gravida e lo Scultore, sono alla ricerca di, come dire, una caratterizzazione)

    rileggendo, insomma, mi ha colto la sgradevole sensazione (o comica) del “non torna il mio papà, non torna il mio papà, è morto spiaccicato sull’autostà”.

    Boh, si, una distanza schermita, anche lì.

    Voi due siete invece un bel dono.