Semper pauperes

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7 risposte a

  1. irazoqui scrive:

    all’università elio gioanola ci leggeva montale un po’ come lo hai letto tu, con questa modestia e passione messe insieme, e alla fine della lettura diceva: bene, non abbiamo capito niente. ma montale è meraviglioso anche quando non ci si capisce niente.

    e così è per villa, cara amica. non ho capito nulla. forse sono stato troppo ad ascoltare la tua voce, non so. non ho capito nulla se non che lì dentro, dentro alla tua voce ed alla poesia di villa, ci sono cose importanti e meravigliose.

  2. anonimo scrive:

    un po’ come “lo ” hai latto tu…

    “lo” chi ?

    non montale, nonostante le apparenze della grammatica…ma , naturalmente, emilio villa

    irazoqui

  3. anonimo scrive:

    lo hai “latto”…

    ovviamente “letto”…insomma. di lapsus in lapsus

    irazoqui

  4. dirtyinbirdland scrive:

    è da giorni che ascolto questa voce– un po’ ogni giorno

  5. molesini scrive:

    Cari! La vostra voce aspetto, come no!

    Iraz, anche la lettura su carta è apparentemente difficile …Villa è un gran miscelatore di immagini e, soprattutto, concetti, li fucila e li assembra a costruire un linguaggio supertestuale ed emozionale.

    Lunghe frasi portano a descrizioni minute di qualcosa di infinitamente piccolo, poi riassume seccamente eventi storici e fatti sociali conclamati (“un aprile a banderuola”) (“mercati alla pianura di Saronno”), in contrappunto.

    E’ sempre fazioso, malinconicamente innamorato però di tutto, completamente padrone di una lingua che stravolge e gira come vuole e pitta questi affreschi, secondo me anche epici, figurativi ed astratti insieme.

    Credo che ci porti dove ci vuole portare, in un mondo cioè di cui non ha mai avuto davvero le chiavi ma che comprende meglio di qualunque apparente integrato.

    Questa poesia viene introdotta da questa frase: “Semper pauperes vobiscum habebitis,

    sed me non semper habebitis.” (I poveri li avrete sempre con voi, ma non sempre avrete me)

    S. Matteo, 26,11.

    (Poi ha scritto cose anche molto diverse, completamente destrutturate, ma credo che tutte vadano lì.)

  6. irazoqui scrive:

    certo. la poesia come “alternativa a”.

  7. molesini scrive:

    No, Iraz, io credo : la poesia come poesia in sé. Indifferentemente da.

    Un mio pensiero è che poesia non sia forma tout court, ma contenuto intimo di ogni visione parallela e amorevolmente straniante.

    Informa ogni cosa, viene su dal disegno e dal suono, dalla lingua e dal comportamento.

    Per forza è alternativa, ma non ha in questo il suo movente.