Per diciassette volte prende il volo.
Sembra non possa fare altro che estendersi. Ma non rimane un solo
iato tra quello e il grande salto vano tanto che si è costretti e chiedersi:
perché perdi?
E’ innumerata e gracile, invece, la stretta successiva; quella che nessun prenome ostenta e che si accompagna di iniziali adatte e di racconti stretti, precisi: dove andavate?
Io so, lo so, che la bella arida ed il suo capiglio non andavano. Si sporgevano. Si mostravano.
Si possono toccare, non esistono. Hanno una loro circonferenza propria, fotografabile
e hanno colori sfumature nuance texture, perfino un campanellino adattabile all’indice sinistro ma non ci sono. Non ci sono! ti è chiaro?  Crescono dentro una bolla che li separa per sempre
da te. Da tutti i tuoi qualunque te, dalla possibilità di divenire oggetto, dal tempo, dal movimento
e se li vedi è perché sporgono, da, una, cavità, aliena.

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2 risposte a

  1. ioletoini scrive:

    Oh, si!  Non esiste che nel pensiero di esistere.
    Una rivelazione buia, che resta appesa nell’ombra. di te.

  2. anonimo scrive:

    enraptured,

    fabio teti