Non tanto che lavori, ma per chi lavori? Cosa stai facendo?
Non tanto che ti sostieni, ma cosa fai per sostenerti? Dove si muove il tuo fare, la tua capacità di progetto, la tua idea di vita? Mangiare bacche, e ti farebbe schifo? Incastrata dentro la commedia devi rimediare, e fai da servomeccanismo, eppoi sei parte della commedia, le fai da sponda.
Sei uno dei suoi motivi, in fondo, non piangiamo più su te, il potente e tu la servettina, quella che sotto: spostati! Che da lì sotto muori,  devi rimanerci tanto? Puoi rischiare di corromperti ma mille vite, quelle degli esiliati ad esempio, quelle degli spostati, possono. Tu non puoi, che hai bisogno di un padrone.
Non ti ascolto più, schiodati da lì. Perché hai bisogno di un padrone? C’è un grande occhio che osserva quello che fai per comportarti bene? Quanti soldi ti servono per vivere? Allora: idea di vita.
Costruire armi a Breda? Mantenere il figlio. Cazzo. Il figlio. Avrà bisogno di qualunque cosa, lui. Che ‘sti coglioni che siamo diventati non lo diventavamo senza figli e senza in pratica niente. Il piccolo dio da svezzare per giustiziarne altri ottanta. 

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4 risposte a

  1. molesini scrive:

    si, lo so, tutte invettive, due balle

  2. anonimo scrive:

    Tutte esistenze ed insistenze del vero–nadg

  3. dirtyinbirdland scrive:

    (quell'ndg… è un refuso :-)–

  4. molesini scrive:

    ma la casetta non mente!