Archivi del mese: settembre 2004

Dicevo che mi piaceva la notte, che mi piacevano le sorprese, che mi piacevano le cose fatte con le mani, tirate fuori dall’argilla, dalla terra e dal sole, che mi piacevano gli inizi. Gli inizi di qualcosa che inizia, mi … Continua a leggere

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Lei dice, ad esempio: Elena si avvicina al cassettone comprato al negozio di antiquariato di Senigallia, il suo preferito, e sa bene che si intravedranno le ombre dei bicchieri di aranciata che Carlo continuamente appoggia sul ripiano. Quando fa così … Continua a leggere

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Se devo pensare che ogni volta devo passare da qui, e devo pensare che ogni volta passo da qui, mi prende una rabbia, ah , una rabbia…pertinente. Mi prende una rabbia burlona, anche, e un senso di vuoto, un’apertura senza … Continua a leggere

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[18] YES breakfast his highness faggot masses afraid ailments and the end of the world of fun first God nobody at her wonder a welleducated woman and Mr Riordan smelling in him polite proud better I suppose a hospital nurse … Continua a leggere

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Ora. Sai che c’è uno scrivere chiaro, autenticato e preciso, che scava nelle ossa del senso e che sparge sale. Te ne servi quando serve, comunicazioni d’ufficio, pensieri relazionali schietti diretti, prese di posizione. Ti è necessario avere un antagonista, … Continua a leggere

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